Vai al contenuto
Giancarlo Amato

Le regole, in breve

«Si discutono problemi, fatti, decisioni e responsabilità pubbliche. Non sono ammessi insulti, minacce, accuse non documentate né la diffusione di dati personali non pertinenti. La critica alle decisioni pubbliche è benvenuta, nel rispetto delle persone.»

  • Racconta il problema, dove e quando succede, e se hai un'idea per risolverlo.
  • Criticare le decisioni pubbliche si può: chi amministra risponde del proprio operato, e discuterne è legittimo.
  • Niente insulti né minacce, verso chiunque.
  • Niente accuse non documentate: se dici che qualcuno ha commesso un illecito, serve un documento o una fonte. Altrimenti resta un'opinione, e va detto come tale.
  • Niente dati personali di altri che non c'entrano con il problema: numeri di telefono, indirizzi privati, targhe, informazioni sulla salute.
  • Rispetto della dignità: niente contenuti offensivi o discriminatori.
  • Ogni commento viene letto prima di essere pubblicato. Può volerci un po': grazie della pazienza.
  • Puoi correggere un commento pubblicato entro 15 minuti. Dopo, la modifica torna in revisione.

Come sono organizzati i temi

  • Ogni tema porta fino a tre tematiche — «Acqua», «Mobilità · parcheggi» — e servono a trovare quello che interessa: toccandone una si vedono tutti i temi che ne parlano. Una sottocategoria porta con sé la sua categoria: chi segue «Mobilità» trova anche i temi sui parcheggi.
  • Un tema può avere un luogo: il comune, e dove serve la frazione e la via. Non tutti i fatti ne hanno uno — alcuni riguardano tutta la provincia — e il luogo è del fatto, non di chi lo racconta.
  • L'ordine è lo stesso per tutti: i temi con attività più recente stanno in alto. Non c'è nessun punteggio, nessuna preferenza calcolata su di te, e due persone vedono la stessa pagina.
  • «In evidenza»: al massimo due temi alla volta restano in cima, ed è una scelta di Giancarlo, dichiarata con l'etichetta.
  • «Aggiornato»: quando su un fatto c'è una novità, il testo nuovo si aggiunge in coda al tema, con la sua data. Quello che c'era prima resta leggibile: chi aveva letto la settimana scorsa vede che cosa è cambiato.

Se vedi un contenuto che non va, segnalalo. Sotto ogni commento, e in fondo a ogni tema, c'è il comando Segnala: scegli il motivo e, se vuoi, aggiungi una riga. La segnalazione non nasconde niente e non è un voto: mette il contenuto davanti agli occhi di chi modera, che poi decide. Serve un account, e se ne possono mandare poche all'ora.

Se un commento non viene pubblicato, di solito è per il modo in cui è scritto: toni offensivi, accuse senza prove o dati personali di altri. Puoi sempre riscriverlo con parole diverse.

Un sistema automatico fa una prima analisi tecnica dei commenti, ma la decisione di pubblicare è sempre di una persona.

Se le regole non vengono rispettate

Quasi sempre basta non pubblicare un commento. Nei casi seri esistono due misure, e funzionano così:

  • Sospensione o blocco. Per un periodo non puoi commentare né reagire. Puoi sempre entrare per leggere, per scaricare i tuoi dati o per cancellare l'account.
  • Espulsione, nei casi gravi o ripetuti. L'account viene chiuso. Il motivo è sempre uno di quelli per cui un commento non viene pubblicato, e resta scritto: ricevi una comunicazione che dice che l'account è chiuso, e se vuoi sapere perché puoi chiedere. Lo trovi scritto per intero anche nell'archivio «Scarica i miei dati».
  • Dopo un'espulsione, per 12 mesi non ci si riscrive con lo stesso indirizzo email. Di quell'indirizzo il sito conserva solo un'impronta non reversibile, con una data, e dopo 12 mesi la cancella. I dettagli stanno nell'informativa.

Non esistono provvedimenti automatici: sospensione ed espulsione le decide una persona, e restano scritte nel registro delle operazioni con la data e il motivo.